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La Grande Guerra ad Aquileia
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La Grande Guerra ad Aquileia

Così come gli altri abitati del Friuli austriaco anche Aquileia venne occupata dai reparti italiani avanzati in territorio austro-ungarico.
Superate alcune barricate poste allŽingresso del paese i bersaglieri vi entrarono il 24 maggio 1915.
Ma la guerra era iniziata per gli aquileiesi già nel 1914, quando gli uomini abili erano stati inviati sul fronte galiziano indossando la divisa dellŽimperatore Francesco Giuseppe.

Con lŽavvicinarsi del maggio 1915 si intensificarono anche i segnali dellŽapertura del nuovo fronte: vennero imposti divieti di sosta presso le strutture fortificate, si affrettarono le partenze delle ultime classi di leva, mentre i lavoratori provenienti dallŽItalia, i così detti regnicoli, che non vi erano rientrati, vennero internati in Austria assieme agli elementi filo-italiani e si impose ai contadini di versare allŽinterno i generi di prima necessità come foraggi e animali da lavoro.

LŽarrivo dellŽesercito italiano trasformò lŽabitato ed il territorio circostante in uno dei paesi della grande retrovia della 3a Armata in linea sullŽaltopiano carsico.
Vi sorsero baraccamenti per le truppe a riposo, magazzini dellŽintendenza, strutture sanitarie oltre ad un aeroporto (località Farella) ed una ferrovia a scartamento ridotto che collegava Villa Vicentina al porto sul Natissa, che venne canalizzato per congiungerlo allŽidrovia per Venezia.

I beni archeologici vennero messi sotto tutela, avviandone anche un censimento, attività che vide protagonisti Ugo Ojetti, scrittore e critico dŽarte, allora tenente di complemento del genio a disposizione del Comando Supremo, con il ruolo di Soprintendente alla Conservazione del patrimonio artistico delle zone occupate, assieme a don Celso Costantini, parroco reggente, nominato Conservatore della Basilica.

Elementi significativi

targa sullŽabside della basilica con epigrafe dannunziana: O Aquileia, donna di tristezza, sovrana di dolore, tu serbi le primizie della forza nei tumuli di zolle, allŽombra dei cipressi pensierosi.
Custodisci nellŽerba i morti primi: una verginità di sangue sacro e quasi un rifiorire di martirio che rinnovella in te la melodia.
La madre chiama e in te comincia il canto.
Nel profondo di te comincia il canto.
LŽinno comincia degli imperituri quando il divino calice sŽinnalza.
Trema a tutti i viventi il cuore in petto.
Il sacrificio arde fra lŽAlpe e il mare.

Cimitero degli Eroi

Elemento topico dellŽarea presa in esame è rappresentato dal cimitero militare di Aquileia – il Cimitero degli Eroi – unico fra i cimiteri del fronte isontino ad aver mantenendo lŽassetto originario.
Realizzato sul retro della Basilica nellŽestate del 1915 per accogliere i caduti del VII Corpo dŽArmata, fu consolidato senza stravolgerne la struttura, nel novembre 1931, ricorrendo il decennale dellŽistituzione del Milite Ignoto (4 novembre 1921).
Una cancellata in ferro battuto (disegno di Guido Cirilli, opera di Alberto Calligaris) interrompe il perimetro, segnato da spalliere di lauro e cipressi mentre allŽinterno filari di croci in ferro, donate dalla società Dante Alighieri il 2 novembre 1917, contrassegnano le sepolture assieme a numerosi cippi, alcuni eretti per volontà dei compagni dŽarme.
Un leggio bronzeo riporta incisi i nominativi degli oltre 200 caduti mentre sul lato esterno dellŽabside della Basilica è stata affissa una lapide con i versi pronunciati da Gabriele DŽAnnunzio il 2 novembre 1915.

Gli ospedali

Nel territorio comunale di Aquileia vanno segnalate le seguenti località sede, a novembre 1916, di ospedali militari:
Aquileia (ospedale da campo del VII corpo dŽarmata n. 017)
Aquileia presso le scuole (ospedaletto da campo del VII corpo dŽarmata n. 46)
Monastero (ospedaletto da campo del VII corpo dŽarmata n. 47)
Monastero (ospedale da campo del VII corpo dŽarmata n. 075)
Villa Prister, località San Egidio (ospedaletto da campo del VII corpo dŽarmata n. 93)

m.m. e g.m.


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