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La rivolta della brigata Catanzaro a Santa Maria la Longa
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La rivolta della brigata Catanzaro a Santa Maria la Longa

Dopo massacranti turni di trincea sul Carso la brigata Catanzaro fu mandata a riposo, ma dopo appena poche ore, a causa di un cedimento dei reparti che lŽavevano sostituita in linea dovuto ad un attacco austriaco, fu richiamata in linea
Nella notte sul 16 luglio 1917 iniziò una vera e propria rivolta.

Il testo che segue è tratto dal volume di Marco Pluviano e Irene Guerrini, Fucilate i fanti della Catanzaro - La fine della leggenda sulle decimazioni della grande Guerra, Gaspari, Udine 2007.

Il Duca dŽAosta osservò lŽ8 agosto che, contrariamente ad altri atti di indisciplina collettiva questo evento rappresentò: Un vero e proprio sanguinoso tentativo di imporre la volontà dei gregari a quella dei capi
Mentre esplodevano i primi colpi dŽarma da fuoco i rivoltosi iniziarono a correre ovunque, incoraggiando i compagni a unirsi a loro
Giona Del Mestre ricorda che gli scontri esplosero: La sera, verso le otto o le nove Sentimmo un fuoco di fucileria. Sparavano un poŽcontro tutti. Rimasero uccisi alcuni ufficiali e parecchi soldati. La gente seguiva dalle finestre, a suo rischio perché fischiavano pallottole dappertutto.

I documenti ufficiali dettagliano la tempistica e le modalità della deflagrazione. Secondo la relazione del Comando della 3ª Armata del 18 luglio: Il fuoco cominciò alle ore 22 e durò quasi lŽintera notte. I facinorosi di ogni reggimento assaltarono i militari dellŽaltro reggimento minacciandoli e sparando loro contro per indurli a far causa comune.
Lo stesso rapporto registrò, quasi con ammirazione, che i ribelli: Manovrarono come in guerra vera; con attacco dimostrativo ed aggiramento. Alcune mitragliatrici furono piazzate con molta perizia.

La rivolta parve da subito ben organizzata, poiché si verificò: Il lancio contemporaneo, nella notte sul 16, di razzi rossi dalle varie baracche, segnale dellŽinizio della rivolta.
Gli atti dei processi conclusisi il 1° e il 29 agosto 1917 contro i protagonisti della rivolta forniscono ulteriori informazioni circa lo svolgimento dei fatti
Dal primo procedimento (sette imputati) risultò che: I primi colpi di fucile e le agitazioni incomposte dei soldati partirono dai baraccamenti del 141°, ma quasi subito il movimento si estese anche a quelli del 142°, la rivolta perciò si manifestò in modo impressionante.

Nel secondo processo a carico di 124 militari le fasi iniziali della rivolta furono descritte con ulteriori dettagli: Verso le ore ventitre, dagli accampamenti del 141° fant. partirono i primi colpi di fucile ai quali facevano eco altri colpi dagli accampamenti del 142°. Sta in fatto che quasi contemporaneamente da entrambi gli accampamenti, con maggiore o minore intensità, venne aperto un nutrito fuoco di fucileria […] Sembrando che il 142° fant., non avesse corrisposto subito con pari decisione allŽaccordo evidentemente stabilito, alcuni gruppi del 141° fant., tentarono di invadere gli accampamenti, gridando: Fuori il 142° vigliacchi, disonorati.

La sentenza prosegue con la descrizione di: Movimenti di gruppi armati, disposti in modo da corrispondere quasi a un piano e ad un ordine prestabilito, soffermandosi sulle azioni dei singoli che tentavano di spingere i compagni alla ribellione.
Ad esempio, un testimone coimputato affermò di aver visto il soldato Carmelo Vitale: Davanti la porta della baracca […] con le giberne e di averlo sentito gridare: Fuori, fuori, mentre un altro ricordò che: Vitale aveva il fucile a bilancŽarm e gridava, rivolto ai compagni: Uscite fuori ragazzi che questa volta avremo la fortuna di cambiar fronte

LŽazione di un altro imputato fu così descritta: Disse il Ferrara di aver visto il Pettinato, armato di fucile e con giberne, ed affermò di aver ricevuto da lui una spinta mentre esso Pettinato pronunziava le seguenti parole: ŽVigliacco ancora qui? esci fuori che ne stanno ammazzando, carogna, vigliacco, che ci stai a fare qui quando tutti sparano?.
Lo stesso rivoltoso avrebbe urlato a un commilitone che cercava di sottrarsi: Alzati, vigliacco, che qui vengono le pallottole.
Il soldato Salvatore Messina, invece, fu descritto da un testimone nellŽatto di pronunciare le seguenti parole: Uscite fuori che cosa state a fare qui, andate a trovare gli altri adesso bisogna cambiar fronte.

La rivolta continuò con varia intensità fino alle 3.00 del 16, quando la calma sembrò essere tornata negli accampamenti.
Nelle circa cinque ore di disordini i rivoltosi non si erano limitati a sparare in aria, a urlare e a tentare di coinvolgere tutti i commilitoni.
Vi erano stati veri e propri conflitti a fuoco, minacce, e violenze di vario tipo: Si ebbe dapprima – affermò Tettoni – un periodo di eccezionale gravità […] In questo periodo che ebbe inizio verso le 22.30-22.45, alle segnalazioni con razzi e spari di fucile in aria, fecero seguito le intimidazioni e le minacce contro coloro che, trattenuti dagli ufficiali, stavano nelle baracche e non si decidevano a prendere parte alla rivolta; lŽuccisione e il ferimento di alcuni ufficiali e soldati, con fucilate, bombe a mano, colpi dati col calcio del fucile sulla testa od allŽaddome, il tentativo di appiccare lŽincendio ad alcune baracche, lŽimpiego di alcune mitragliatrici da parte dei rivoltosi, il tentativo di invadere il paese di Santa Maria La Longa.
La sortita riuscì solo in parte perchè Tettoni aveva piazzato le compagnie mitragliatrici di brigata a difesa dei punti più importanti del paese e delle principali installazioni militari.

i.g. e m.p.


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 - Santa Maria La Longa
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 - Santa Maria La Longa dallŽ aereo
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 - Monumento alla Brigata Catanzaro
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 - Targa per la Brigata Catanzaro
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