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Giuseppe Bassi e Maggiorino Radicati
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Giuseppe Bassi e Maggiorino Radicati

Giuseppe Bassi

Il colonnello Giuseppe Bassi era figlio di Giuseppe e di Luigia Calvi, nipote di Pier Fortunato Calvi, uno dei martiri di Belfiore.
Era nato a Udine nel 1884; finita la leva nel 1904, era entrato nellŽAccademia militare di Modena uscendone nel 1906 con il grado di sottotenente dellŽ80° reggimento di fanteria con una stipendio di 2.000 lire allŽanno.
Si era subito sposato con Ida Marini e a Treviso aveva avuto Luigi nel 1907 e Vittoria nel 1913.
Nel 1911 era andato in Libia ove aveva combattuto a Ommerzen e Aimara ed era rientrato in Italia nel 1916 con il grado di capitano.
Al comando di una compagnia, aveva combattuto con il 150° sul San Marco di Gorizia il 19 agosto 1916 meritandosi una medaglia dŽargento per aver conquistato una trincea che prenderà il nome di Trincea Bassi.

Il 1° novembre aveva partecipato, sempre sul San Marco, agli assalti contro le trincee Cuore e Belpoggio, assumendo in battaglia il comando del III/150°.
Grazie a questŽazione era stato promosso maggiore per meriti di guerra.
e decorato con una seconda medaglia dŽargento LŽintenso addestramento permise di mettere a disposizione i reparti della nuova unità per i campi di battaglia della Bainsizza e del San Marco durante lŽundicesima offensiva dellŽIsonzo.
Sulla giacca aperta spiccavano gli alamari color della notte.

Per Bassi era una tacito passaggio di consegna tra lŽavo Pier Fortunato Calvi, che indossava una camica nera, e le nuove fanterie italiane.
Il 29 agosto 1917 gli portò la nomina a Tenente Colonnello.
Era il secondo avanzamento di grado per merito di guerra ottenuto nellŽarco di soli due mesi.
Da capitano a ufficiale superiore in sette mesi, con due medaglie dŽargento.
La fama di Bassi e il richiamo di un modo di attacco più efficace fecero presa in un certo numero di patriottici ufficiali annoiati della monotona vita di trincea.


Maggiorino Radicati

Uno di questi fu il ventottenne capitano Maggiorino Radicati di Primeglio, discendente di una famiglia di soldati sabaudi tra cui il generale Vincenzo, che aveva combattuto a Goito nel 1848, in Crimea, a San Martino e nel 1866 e anche aveva scritto un pregevole Manuale di tattica degli avamposti.
Wan Gott wilt, a Dio piacendo, era il motto del ramo dei Primeglio, e anche se Jean dŽOrmesson non sŽispirò a loro per il titolo del suo famoso Au plaisir de Dieu, la famiglia non aveva più grandi possedimenti e cospicue sostanze, Maggiorino era secondogenito e aveva scelto la carriera militare.

Comandante di plotone di bersaglieri, aveva combattuto in Libia e nellŽEgeo nella guerra italo-turca.
Nel 1915, tenente del 4° bersaglieri, aveva comandato un plotone di esploratori sullŽAltipiano di Asiago.
Promosso capitano nel settembre 1915, gli era stata affidata una compagnia del 2° bersaglieri prima in Val dŽAstico e in Val Cismon, poi sul Rombon e sul Kukla.
Ma non era fatto per la logorante guerra di trincea, cosicchè fu tra i primi a presentarsi volontario a Pradis di Cormòns il 21 luglio 1917.
Radicati di Primeglio era comandante della 1a compagnia, Porcari della 2a e Pedercini della 3a.
Il 19 agosto 1917, sulla Bainsizza, aveva condotto la 1a compagnia allŽassalto notturno del Monte Fratta, con forzamento dellŽIsonzo, unŽoperazione che faceva tremare i polsi anche al comandante più imperturbabile: un qualsiasi errore anche minimo poteva innescare una carneficina.

Si meritò una medaglia dŽargento per aver tenuto per 48 ore la posizione conquistata sotto il cannoneggiamento e i contrattacchi austriaci, senza poter avere rinforzi e rifornimenti, furono fatti 527 prigionieri, conquistate 8 mitragliatrici e 2 cannoni da trincea.
Il 4 settembre combattè sul San Gabriele-Santa Caterina, comandando le compagnie di Pedercini, Crisanti e Stefanoni, conquistandolo in un balzo e facendo 3.127 prigionieri – tra cui un generale –, 55 mitragliatrici e 26 cannoni da trincea.
Sei giorni dopo gli venne affidato il comando del I Reparto dŽassalto e il Bassi lo proponeva alla promozione a maggiore per meriti di guerra Radicati combatterà nella Battaglia di Udine il 28 ottobre e verrà fatto prigioniero, mentre Bassi si scontrò con i generali che dopo Caporetto volevano creare addirittura divisioni dŽassalto, passando sopra lŽaddestramento minuzioso come veniva fatto a Sdricca.

p.g. e n.p.


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