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Il Comando Supremo Militare Italiano ad Udine
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Il Comando Supremo Militare Italiano ad Udine

Il 24 maggio 1915 il Comando Supremo del Regio Esercito venne costituito da tre organi principali, composti da un certo numero di uffici ciascuno: lŽUfficio del capo di Stato Maggiore dellŽEsercito, il Riparto Operazioni e il Quartier generale.

LŽUfficio del capo di Stato Maggiore dellŽEsercito era formato dallŽUfficio segreteria del capo di Stato Maggiore, dallŽUfficio Ordinamento e Mobilitazione, dallŽUfficio tecnico e dal Gruppo ufficiali a disposizione.

Il Riparto Operazioni era formato dalla Segreteria, dallŽUfficio Informazioni, dallŽUfficio Situazioni di guerra, dallŽUfficio Armate, dallŽUfficio Affari vari, dallŽUfficio servizi aeronautici.

Il Quartier generale era formato dal comando dello stesso Quartier generale, dai nuclei per il servizio corrispondenza, postale, medico veterinario, mense, dalla sezione carabinieri e la sezione per il treno dŽartiglieria, da due plotoni attendenti ufficiali montati e non montati, dallŽUfficio dŽamministrazione, dal laboratorio tipolitografico e dal drappello automobilisti.

Erano aggregati al Comando supremo anche il Reparto disciplina e avanzamento, il Comando generale dŽartiglieria, il Comando generale del genio, il Comando superiore dei carabinieri reali, il Segretariato generale affari civili e lŽIntendenza generale.

LŽUfficio del capo di Stato Maggiore dellŽEsercito

Era il complesso di uffici posti alle dirette dipendenze del capo di Stato Maggiore dellŽEsercito, coordinato dal capo della segreteria di questŽultimo.
DallŽottobre 1915 allŽagosto del 1917 il posto fu occupato dal Colonnello Roberto Bencivenga.
Il Reparto Operazioni.
Diretto dal generale addetto al Comando Supremo, era preposto alla raccolta degli elementi (dati sul terreno e sul nemico, dislocazione delle forze nazionali, spionaggio, ecc.) che potevano servire di base per le decisioni del capo di Stato Maggiore e allŽemanazione delle disposizioni esecutive necessarie per la traduzione in atto di quelle stesse decisioni, comunicate dalla Segreteria del capo di Stato Maggiore.
Dal maggio 1915 al giugno 1916 il capo del reparto fu il generale Armando Diaz.

Il servizio informazioni, lŽUfficio “I” e la Sezione cifra.

Il nuovo Ufficio “I” del Comando supremo, con sede a Treviso, poi a udine, era diretto dal colonnello Giovanni Garruccio ed era formato da una segreteria, dalla 1ª Sezione informazioni, competente sul fronte Giuliocarnico, dalla 2ª Sezione informazioni, competente sul fronte Tirolo-Tridentino, dalla 3ª Sezione, competente sul controspionaggio e polizia militare, dalla 4ª Sezione, competente sul servizio cifra, da una sezione stampa, dal nucleo traduttori e interpreti, da alcuni ufficiali a disposizione e, in seguito, da un Reparto crittografico.

Il Servizio “I” Dopo il primo anno di guerra, il servizio informazioni fu completamente riorganizzato, basandosi sul concetto di dividere il complesso delle sue funzioni in due branche.
La prima era quella relativa alle informazioni presso le truppe operanti, affidata allŽUfficio situazione e operazioni di guerra del Comando supremo, al quale, in conseguenza, vennero cedute le sezioni informazioni 2ª e 3ª dellŽUfficio “I” e le funzioni di coordinamento tecnico degli uffici informazioni delle armate, ora denominati uffici I.T.O. (informazioni truppe operanti).
La seconda era quella relativa alle informazioni dalle retrovie e dallŽestero affidata allŽUfficio “I”, che venne trasformato in Servizio “I” del Comando supremo.

Secondo lo schema del nuovo ordinamento, entrato in vigore il 5 ottobre 1916, fu stabilito che il capo del Servizio, con sede abituale a Roma, avrebbe avuto a sua disposizione, per il disimpegno delle sue attribuzioni, tre sezioni mobilitate (la Sezione “M”, la Sezione “U” e la Sezione “R”) e due uffici territoriali: lŽUfficio speciale a Milano competente sulle informazioni provenienti dalla Svizzera; lŽUfficio staccato a Roma, presso il Comando del Corpo di stato maggiore territoriale, che avrebbe tenuto lŽarchivio centrale del Servizio.

Dal capo del Servizio “I” dipendevano, inoltre, 16 centri dŽinformazione allŽestero, con sede, rispettivamente al Cairo, Salonicco, Atene, Corfù, Valona, Lugano, Berna, Parigi, Londra, lŽAja, Copenaghen, Stoccolma, Cristiania, Pietrogrado, Bucarest e Buenos Aires.
La Sezione “M”(con sede ad Milano) aveva funzioni di accentramento e smistamento di informazioni, che doveva inoltrare alla Sezione “R”(con sede ad Roma), se di carattere economico e alla Sezione ”U”, se di carattere militare.

Sezione “R” La Sezione “R”, con sede Roma, era competente sulle informazioni di carattere economico, trattate da un suo apposito organo (“Reparto economico”) prima dipendente dal Centro informazioni di Parigi, sulla censura, sullŽattività di polizia militare e controspionaggio.
Sezione “U” La Sezione ”U” (con sede a Udine) aveva funzioni di collegamento con il Comando supremo e polizia militare e controspionaggio in zona di guerra e nelle immediate retrovie.

Riparto disciplina e avanzamento poi Ufficio giustizia militare.

Il 24 maggio 1915, allŽatto della mobilitazione, venne costituito, alle dirette dipendenze del capo di stato maggiore dellŽEsercito il Reparto disciplina e avanzamento, retto da un tenente generale, nominato direttamente dal ministro della guerra.
Il Reparto Disciplina e Avanzamento venne ripartito in quattro uffici: lŽUfficio segreteria e ricompense, lŽUfficio disciplina, lŽUfficio avanzamento e lŽUfficio Giustizia militare.
Per quasi tutta la durata della guerra il comandante fu il Tenente Generale Giuseppe Della Noce.

LŽUfficio Ordinamento e Mobilitazione, poi, Ufficio Mobilitazione Era competente sulla truppa (reclutamento, chiamate, assegnazioni, avanzamento, perdite, recuperi, licenze, esoneri, congedi, armamento ed equipaggiamento), sui quadrupedi e il carreggio ordinario e automobile, sulla formazione di guerra delle grandi unità e dei loro elementi (organizzazione, costituzione, nuove formazioni, assegnazioni, ricostituzione, spostamenti non originati da necessità operative), sullŽorganizzazione e impiego dei prigionieri di guerra, sui documenti riservati di mobilitazione, sulle spese e sulle economie di carattere generale.

Inoltre, manteneva le relazioni con la casa militare del re, con il governo centrale e con il ministero della guerra per tutto quanto riguardava lŽordinamento e la mobilitazione.
LŽufficio venne diretto dal Colonnello Annibale Bonomi, mentre lŽUfficio personale dal Colonnello Arturo Vacca Maggioini.
I personaggi più influenti negli uffici del Comando Supremo furono comunque il Colonnello Riccardo Calcagno, il Colonnello Alberico Albricci, il Tenente Colonnello Scipione Scipioni, il Tenente Colonnello Pietro Ago, il Colonnello Luigi Piccione.

Ufficiali e burocrazia

Gli ufficiali inferiori emergenti della Segreteria di Cadorna ebbero un potere crescente che emerse con lŽallontanamento di Bencivenga – il vero organizzatore delle operazioni militari, soprattutto della difesa degli Altipiani e della presa di Gorizia: i maggiori, poi colonnelli, Melchiade Gabba, Pietro Gazzera, Pietro Pintor e Ugo Cavallero.
Questi erano solo alcuni degli uffici principali che si stabilirono a Udine, ma lŽintera città divenne sede del più gigantesco apparato burocratico che lŽItalia avesse mai avuto.

La città si trasformò: accanto agli alloggi per gli ufficiali degli Stati Maggiori, crebbero le presenze degli imprenditori borghesi legati allŽapprovvigionamento dellŽesercito: trasportatori, magazzinieri, commercianti, in poche parole tutti coloro che operavano accanto alla logistica e allŽintendenza dellŽesercito.
Furono tuttavia le attività collegate con la presenza degli ufficiali di Stato Maggiore quelle che prosperarono.
Questi ufficiali appartenevano a famiglie benestanti ed erano abituati a uno stile di vita metropolitano, e disponevano di molto tempo libero.

Il Caffé Dorta, allŽinizio di via Mercatovecchio, divenne il trincerone del Dorta, e se Cadorna era solito bersi una menta prima di andare a dormire, la gran parte dei giovani ufficiali che le famiglie avevano voluto mettere al sicuro presso i vari uffici del Comando Supremo passavano le serate nei locali o nei salotti dellŽalta borghesia e della nobiltà friulana che avevano aperto le loro case e ville a questa marea di giovani uomini di pari ceto.

Si potrebbe dire che le giovani contessine e le ricche borghesi gioivano nellŽavere a disposizione il più bel campionario di aitanti giovanotti di buona famiglia che lŽItalia avesse mai concentrato in unŽunica città.

a.g.

* La parte tecnica del saggio è tratta da Alessandro Gionfrida.
Gli Organi del Comando Supremo e le formazioni organiche delle grandi unità,
in F. Cappellano e Basilio Di Martino, Un esercito forgiato nelle trincee.
LŽevoluzione tattica dellŽesercito italiano nella Grande Guerra,
Gaspari, Udine 2008.

 
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