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Battaglia di Cividale - Azzida
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Battaglia di Cividale - Azzida

Già la sera del 26 il I/62° aveva attaccato Azzida assieme a circa metà del battaglione da montagna del Württemberg e aveva occupato San Pietro verso le 2 di notte.
Durante la notte, mentre si scavavano trincee sul fondovalle tra il Purgessimo e i Monte dei Bovi, verso mezzanotte fu fatto saltare il ponte di San Quirino nel timore di unŽinfiltrazione tedesca.
AllŽalba del 27 il I/67° al comando del maggiore Sibette avrebbe dovuto avanzare alla sinistra del Natisone, mentre il battaglione del Württemberg avrebbe proceduto sulla riva opposta; il resto del 62° reggimento e tutta lŽartiglieria doveva appoggiare lŽazione rimanendo in fondovalle.

Contemporaneamente i reparti dellŽAlpenkorps e della 12a slesiana dovevano rompere la linea Monte dei Bovi-Mladesena- Craguenza, Azzida sarebbe stata nella loro strada solo in quanto dovevano passarci per salire la montagna.
Azzida era invece proprio dentro il settore di avanzata del 4° Jäger che dallŽalto del Vainizza poteva contare le case e gli uomini che passavano per le vie del paese.
LŽattacco del 4° Jäger verso Azzida fu sferrato poco prima dellŽalba sotto la copertura delle mitragliatrici piazzate sul Vainizza e fu un attacco basato sullŽinfiltrazione continua dei Gruppen formati da mitraglieri armati con i fucili mitragliatori Lich Hand Maschinengewehr 08/15 e appoggiati da sei-sette fucilieri.

La disparità della potenza di fuoco tra le mitragliatrici italiane e quelle tedesche fu subito evidente: le italiane non erano trasportabili e avevano poche munizioni, le tedesche erano armi individuali portate da un solo mitragliere che poteva sparare avanzando e avendo dietro due porta munizioni.
Per il tiro preciso lŽarma veniva messa a terra, sparava e poi si spostava di nuovo non lasciando ai mitraglieri e ai fucilieri italiani il tempo dŽindividuarla.

Le mitragliatrici leggere 08/15 erano entrate nella produzione industriale di massa nella tarda primavera del 1917 volute dal nuovo Comando Supremo Hindenburg-Ludendorff; nel settembre 1917 ogni compagnia aveva 6 armi.
Ogni reggimento disponeva così di 72 mitragliatrici leggere e 36 pesanti, 108 armi automatiche che era esattamente il doppio di quante ne aveva un intero Corpo dŽArmata tedesco allŽinizio della guerra.

LŽinnovazione della mitragliatrice leggera Maschinengewehr 08/15 – a spalla come viene descritta nelle testimonianze italiane – non fece altro che rendere la tattica dellŽinfiltrazione, che con la difesa elastica fu il principale progresso tattico di tutta la grande guerra, assolutamente irresistibile, anche perchè spostava il centro morale di gravità nella prima linea: i più importanti artefici della battaglia divenivano così i tenenti, i sergenti e i caporali, coloro che con la loro abilità disarticolano, strisciano, avanzano, decidono, si uniscono e si dividono allŽoccorrenza per sfruttare al massimo il fattore decisivo per il successo: la sorpresa, avendo ormai a propria disposizione un piccolo arsenale autonomo fatto di piccoli cannoni facilmente spostabili, piccoli mortai, mitragliatrici e bombe a mano.
E trombe.

Il fatto che lŽattacco frontale alle 5 del pomeriggio sul Purgessimo verrà annunciato con lo squillo delle trombe e le urla aveva lo scopo di orientare lŽattenzione dei difensori verso una direzione, mentre lŽattacco vero e proprio avveniva dalla direzione opposta.
Questa manovra in pochi minuti costrinse alla resa incruenta i reparti italiani i cui ufficiali non erano mai stati istruiti o preparati a far fronte a questo tipo di attacco.
Non essendo stati addestrati, non si poteva chieder loro che combattere nellŽunico modo che conoscevano, fermi in trincea, e quindi fu inevitabile che venissero surclassati.

Affinchè si possa fare un confronto tra le armi italiane e tedesce conviene precisare subito le caratteristiche della mitagliatrice Fiat, la sua gittata massima era di 3.000 metri con una celerità di tiro di 400 colpi al minuto; necessitava di un caricatore metallico a scatola da 50 cartucce – una cassetta portava 6 caricatori per complessive 300 cartucce –, pesava col treppiede 43,5 kg.
Il bidone a pompa aveva una capacità di 12 litri e pesava pieno 18,5 kg. Servivano 4,5 litri dŽacqua ogni 1.000 colpi.

Una giornata di fuoco per una compagnia mitragliatrici era rappresentata da 72.000 colpi, pari a 36 casse del peso di quasi 20 quintali.
Essendoci sul Purgessimo le compagnia mitr 147a e 148a, 779a e 360a, per poter resistere una giornata sarebbero occorsi 80 quintali di munizioni per le sole mitragliatrici.
Vi era una compagnia – su 6 armi – di mitragliatrici per battaglione – 18 armi per reggimento.

Tra leggere e pesanti, i tedeschi avevano 108 mitragliatrici per reggimento.
La 08/15 leggera aveva un calibro di 7,92 mm, aveva una velocità di tiro di circa 550 colpi al minuto.
con unŽefficacia massima di due km. e pesava appena 14 kg.

LŽattacco su Azzida si pronunciò allŽalba e alle 8 e mezza il colonnello Sebastiano Costa, comandante del 222° della Jonio, dovette ritirarsi precipitosamente sotto lŽattacco del 4° Jäger della 200a divisione al Colle Barda e del I/62° del maggiore Sibette dela 12a Slesiana lungo il Natisone, mentre il I battaglione del 231° del maggiore Rocchetti accorreva da Purgessimo per portare aiuto al II/222° nella piana di Azzida, rimanendo anchŽesso travolto dallŽattacco tedesco.

p.g.


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