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Battaglia di Cividale - Sul Monte Purgessimo
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Battaglia di Cividale - Sul Monte Purgessimo

AllŽalba era iniziato lŽattacco dei Württemberghesi del 125° (della 26a divisione) comandati dal maggiore Schnizer verso il Purgessimo da nord, mentre il colonnello Ralf von Rango, comandante del 3° Jäger, nonostante il rifiuto del generale Hofacker, decise di mandare allŽassalto del Purgessimo anche i suoi battaglioni, che lŽattaccarono da ovest.
Sul costone verso San Quirino era il 222° aveva schierato il II battaglione del maggiore Enea Navarrini nei pressi del Castello – dei ruderi di una torre medievale a mezza costa del monte sopra il ponte di San Quirino –, il III alla sua destra e fino alla vetta del Purgessimo, il I era di rincalzo, a fianco del 222° era schierato il 47° della Ferrara.
Il Comando del 222° nel corso della battaglia si sposterà prima al ponte e poi al Castello.

Era questo infatti in una posizione che dominava la stretta di San Quirino prendendo dŽinfilata la Val Natisone e la Val Alberone, e qui erano concentrate diverse compagnie di mitragliatrici: la 360a, la 147a e la 148a.
Il comandante interinale del I battaglione era il Tenente Ludovico Luppi, quello della 1a compagnia il Tenente Michele Molino.
Per Luppi la 360a compagnia mitraglieri assolse un ruolo importante nel bloccare il passaggio del 4° Jäger della 200a divisione verso Cividale e di rintuzzare lŽattacco del 125° reggimento della 26a.
Il Tenente Camillo Tosatti comandava la 360a compagnia mitragliatrici che il colonnello Costa stesso aveva voluto piazzare sul costone del Castello di Monte Purgessimo.

Appena gli Jäger e i bavaresi dellŽAlpenkorps uscirono da San Pietro e Azzida per prendere la strada per Cividale, furono le mitragliatrici di Tosatti che riuscirono ad arrestare lŽavanzata del nemico che, sorpreso dal tiro aggiustatissimo ed efficace, si ritirò in iscompiglio fra le case di San Pietro al Natisone.
Tuttavia i tedeschi avanzando lungo il bosco con i reparti dŽassalto armati di bombe a mano e mitragliatrici portatili alle 9 e mezza riscirono a sfondare la linea tenuta dalla seconda compagnia del I/122° appena sotto la cima del monte, lì dove vicino al tratto dobe iniziava lo schieramento del 47° reggimento della Ferrara.

Per ordine del generale Magliano, comandante della Jonio, subito il II battaglione del 231° della brigata Avellino, comandato dal capitano Gaetano Tassinari, che era in riserva a Purgessimo, viene mandato di rinforzo.
nella salita esso cade in un agguato delle avanguardie tedesche ma reagisce e per merito del tenente Vincenzo Viselli che trascina il suo plotone allŽassalto, riesce alle 10 e mezza a ributtare i tedeschi che perdono un ufficiale e una mitragliatrice.
La resistenza sul Purgessimo si protrasse così per ore, bloccando il passaggio del grosso delle truppe tedesche verso Cividale.

I tedeschi piazzarono nelle case di San Quirino delle mitragliatrici che presero a battere quelle italiane impegnate a respingere gli attacchi del 125° reggimento di fronte, cosicché, una dopo lŽaltra, tutte le postazioni italiane furono ridotte al silenzio o perché colpite o per aver finito le munizioni.
Rimaneva la cima del monte tenuta dai reparti della Ferrara.

Nel Diario Storico della Brigata Ferrara il Colonnello Ermenegildo Padovin, comandante la brigata, così descrisse la battaglia: Alle ore 14 il nemico superata la resistenza della Brigata Jonio procede in dense colonne verso Carraria, altre colonne si dirigono nel villaggio di Purgessimo e lo occupano aggirando così lŽala sinistra dello schieramento.
In conseguenza si dà ordine che il 47° fanteria con i due plotoni che gli rimangono di riserva provveda a sbarrare al nemico la strada che dal villaggio sale al monte Purgessimo.
Verso le ore 15 il 48° fanteria prende contatto con le pattuglie nemiche alla sua ala destra (III battaglione) che respinge con fuoco di mitragliatrici.
Contemporaneamente colonne nemiche che procedono lungo lŽErbezzo si dirigono verso il centro e lŽala destra del 48° risalendo il pendio di Castel del Monte, nello stesso tempo altre colonne che avanzano lungo la cresta San Nicolò-Castel del Monte occupano il Castello stesso aprendo un vivo fuoco di mitragliatrici sullŽala destra dello schieramento che è nettamente infilato dal tiro stesso.
Varie volte viene richiesto a mezzo telefono il Comando di Divisione, ma non si riceve risposta.
Si inviano allora Ufficiali di collegamento e ciclisti a varie riprese per ricercare tale Comando.
Intanto la situazione si aggrava per lŽavanzata del nemico sulle ali che superate vengono aggirate mentre il centro viene fortemente attaccato.
Alle ore 16.50 un capitano superstite della Brigata Spezia asserisce al Comandante della Brigata che la Brigata Milano dislocata sulla destra del 48° fanteria è stata quasi completamente catturata dal nemico.
Verso le ore 17 il nemico non trovando alcuna resistenza sulle due ali dello schieramento della divisione tenuto dalla Brigata Milano e Jonio avvolge completamente la linea tenuta dai reparti della Brigata che non dispone più di alcuna riserva per la partenza di un battaglione del 48° e della 4a Brigata Bersaglieri.
Intanto lŽattacco si pronunciava completo sul fronte e sui fianchi, pochi minuti restano alla Brigata per potersi ritirare almeno in parte per lŽunico varco non ancora chiuso dal nemico a tergo del centro del 48° fanteria.
… Il Comandante della Brigata trovandosi nellŽimpossibilità di ritardare lŽaccerchiamento e di resistere saldamente sulla posizione per mancanza di truppe da lanciare al contrattracco ordina verbalmente al Comandante del 48° fanteria e al maggiore Cav. Ancona del 47° perchè ne riferisca al proprio Comandante la ritirata a scaglioni dalla destra lasciando sulla posizione un plotone per compagnia.
Il ripiegamento si compie scendendo nella retrostante valle e risalendo poscia il costone sul quale corre la strada Castel del Monte-Carraria.
I reparti di estrema sinistra (47° fant.) soverchiati dalla pressione nemica avanti ed a tergo impegnano un furioso contrattacco riuscendo in parte ad aprirsi un varco per raggiungere il resto della Brigata mentre il 48° fanteria si schierava sul costone anzidetto.
Il nemico intanto risalendo da Carraria verso Castel del Monte cerca di tagliare ogni via di ritirata ai reparti superstiti che attaccati nuovamente mentre il ripiegamento non è ancora ultimato sono costretti a scendere nella valle di Rio Chiaro di dove si prosegue per la strada Ipplis- Premariacco verso Udine.
Pioggia continua
.

Il colonnello Benedetto Berretta, comandante del 47° reggimento comandò un ultimo contrattacco verso le 17, quando era ormai quasi completamente accerchiato dai reparti tedeschi saliti da Purgessimo.
Il generale Fochetti e il suo ufficiale dŽordinanza Bonaventura Tecchi furono fatti prigionieri lungo la strada che scende da Castelmonte a Carraria, mentre Padovin riuscirà a sfuggire alla cattura.

Le truppe tedesche erano entrate a Cividale intorno alle 16, mezzŽora prima gli artificieri del Genio avevano fatto saltare il Ponte del Diavolo, ma il ponte di Grupignano, poco a valle, era rimasto intatto.
Se la resistenza a Castelmonte e sulla cima del Purgessimo si poté proptrarre fin quasi alle 6 di sera – quindi per oltre 12 ore dal primo attacco tedesco – ciò era da ricercarsi nella strenua difesa del Monte Spig da parte dei reparti delle brigata Taro e Milano.

p.g.


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