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La Grande Guerra in Val Dogna
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Sito realizzato dal Servizio Cultura della Provincia di Udine
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La Grande Guerra in Val Dogna

AllŽinizio del conflitto, i reparti italiani raggiunsero la catena montuosa che da Pontebba risale fino a Sella Bieliga per rafforzarsi in vista di una successiva avanzata diretta verso la cima del Due Pizzi e sulla forcella Cjanalot, dove gli austro-ungarici si erano attestati.
Dopo la conquista del Due Pizzi (30 luglio 1915) gli alpini dei battaglione Gemona e Val Fella presero possesso di tutta la linea di confine e si attestarono sulle posizioni Cuel Tarond, Due Pizzi, Piper, Jôf di Miezegnot, Sella e Jôf di Somdogna, facilitati nei rifornimenti anche dalla rotabile militare della Val Dogna progettata prima della guerra e conclusa nel 1916.
Nonostante i numerosi contrattacchi austro-ungarici condotti per riprendere le posizioni perdute (ottobre 1915) e i cruenti duelli tra le artiglieri pesanti, la linea del fuoco si consolidò subito dando vita ad azioni minori di pattugliamento ed osservazione.
Alla relativa tranquillità del fronte si opponevano tuttavia i disagi e i pericoli della vita in alta montagna che richiesero più vittime di quanti fossero i caduti per il fuoco avversario.
Come nel resto del fronte giulio-carnico anche i presidi della Val Dogna vennero sorpresi dalla rottura delle linee italiane avvenuta tra Plezzo e Tolmino (24 ottobre 1917) e dovettero ritirarsi precipitosamente da queste cime per evitare lŽaccerchiamento ad opera delle truppe austro-tedesche che stavano invadendo la pianura friulana.

Manufatti e strutture

Siamo in presenza di numerosi manufatti diversi per tipologia, struttura e stato di conservazione, che sottolineano con le loro caratteristiche funzionali la tipicità del territorio dal punto di vista militare.
Troviamo infatti sulla dorsale Bieliga – Cuel Tarond - Jôf di Miezegnot gli elementi costitutivi le prime linee quali i ruderi dei baraccamenti, le trincee in pietrisco e malta cementizia, le postazioni dellŽartiglieria e i ricoveri scavati nella roccia; verso il fondovalle i sistemi sotterranei in calcestruzzo armato delle difese arretrate realizzate ai Plans e in località le Morosine, così come sussistono le componenti della logistica: la vecchia strada militare della Val Dogna, le mulattiere, gli impianti idrici, i piloni delle teleferiche (Chiout) e di resti del villaggio di guerra del Plan dei Spadovai.
In molti casi le opere sono impreziosite dagli stemmi dei reparti che le realizzarono, per la maggior parte unità del genio e degli zappatori di fanteria nel fondovalle, alpini e bersaglieri sulle posizioni avanzate.

Elementi significativi

Dogna: Museo del Territorio
Morosine: gallerie difensive strada militare della Val Dogna
Chiout: piloni della stazione intermedia della teleferica Cadramazzo – Cuel de la Bareta – Chiout – Cuel Tarond
Costasacchetto: ingresso monumentale Galleria Maria Giulia del 5° Reggimento genio minatori
Stavoli dei Plans: posizioni arretrate dei Plans (1012 m)
Plan dei Spadovai: ruderi del villaggio di guerra e cappella del battaglione alpini Gemona
Sella Bieliga: linee trincerate, cappella di guerra (resti)
Sentiero battaglione alpini Gemona, tratto Sella Bieliga – forcella Cuel Tarond

Il Museo del Territorio (Dogna, Via Roma, 20)
La struttura museale è articolata in quattro sezioni: una ambientale - paleontologica (tracce fossili del fitosauro e laboratorio didattico), una artistico - culturale (opere del pittore locale Fred Pittino) e una etnografica riguardante la vita contadina in montagna.
LŽultima ricostruisce gli anni della Grande Guerra così come sono stati vissuti dai valligiani; oltre agli avvenimenti militari, viene proposto al visitatore uno studio sullŽoccupazione austriaca avvenuta dopo la ritirata di Caporetto e uno sullŽesodo della popolazione civile.
Una serie di reperti originali completa il percorso espositivo.
Tel. 39 0428.93000
Orario: ultima settimana di luglio, tutto agosto, prima settimana di settembre, sabato e domenica 9.00-12.00 / 15.00-18.00
E-mail: cultura@com-dogna.regione.fvg.it;
Web: www.comune.dogna.ud.it
Ingresso: gratuito

Linea dei Plans (Implanz) e Plan dei Spadovai
LŽescursione ai Plans porta a visitare una postazione difensiva articolata su postazioni coperte per fucilieri e tratti in galleria, resa accessibili da recenti interventi di pulizia e messa in sicurezza.
La successiva sosta al Plan dei Spadovai porta alla cappella del battaglione alpini Gemona, rinata grazie alle cure dellŽANA di Chiusaforte e della scuola mosaicisti di Spilimbergo (segnaletica in loco).
Il sito ospita lŽultima domenica di luglio una cerimonia a ricordo del reparto e di tutti i caduti.

Sentiero Battaglione Alpini Gemona (segnavia CAI 649, difficoltà EEA)
Si tratta di un percorso molto lungo che dalla Sella Somdogna porta alla Sella Bieliga e da questa per il monte Schenone al Clap Forat, raccordando diverse vie di guerra.
EŽstato riattato dagli alpini del battaglione Gemona negli anni settanta e successivamente risistemato nel 1989 nel quadro delle celebrazioni del 40° anniversario della ricostituzione della brigata Julia.
Il sentiero, tracciato in un ambiente straordinario e selvaggio, è di grande interesse panoramico, suggestive le viste sul Montasio e sul Cimone, oltre che storico, per le numerose opere di guerra che si incontrano sul cammino.
Equipaggiamento: abbigliamento e calzature da escursionismo in montagna, bastoni da trekking, vestiti di ricambio, cibo, acqua.
EŽnecessario essere nelle condizioni fisiche che permettano unŽascensione in montagna.

Fruibilità

Autostrada A23 Udine - Tarvisio, uscita Carnia – Tolmezzo; poi su SS n. 13 Pontebbana fino allŽabitato di Dogna dal quale parte la strada che risale la vallata fino alla Sella di Somdogna (18 km, parcheggio).
La sella è anche il punto di partenza delle escursioni verso lo Jôf di Miezegnot (m 2087, segnavia CAI 609, difficoltà E; notevoli i resti del villaggio di guerra italiano di Villa Bucintoro; bivacco battaglione alpini Gemona) e lo Jôf di Somdogna (m 1889, segnavia CAI 610, difficoltà E; sistema difensivo italiano), cime che offrono ampie panoramiche sulle Alpi Giulie e sul fronte italo-austriaco; sempre dalla sella è raggiungibile in pochi minuti il vicino rifugio Grego.

Per quanto riguarda il sentiero battaglione alpini Gemona (segnavia CAI 649, difficoltà EEA), si sottolinea che il tracciato è soggetto a periodici crolli o a interruzioni, pertanto prima di affrontarlo è consigliabile informarsi presso le sedi regionali del CAI sul suo stato di manutenzione e percorribilità.

(Cartografia: Alpi Carniche orientali – Canal del Ferro foglio 018, Ed. Tabacco, Udine)

m.m.


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