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Testimonianze sulla Strada della Val Dogna
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Testimonianze sulla Strada della Val Dogna

La strada della Val Dogna
nelle impressioni del bersagliere Benito Mussolini


Primo maggio 1916.
Sveglia allŽalba.
Prendiamo la strada del Canal Dogna.
Una strada carrozzabile, bellissima, creata exnovo.
Prima non esisteva che una primitiva mulattiera.
Il lavoro è stato iniziato dalla 4a compagnia del 5° Genio minatori, è stato proseguito e ultimato dalla Territoriale e da squadre di operai.
Questa strada è un lavoro che dovrebbe essere visto da quanti negano a noi – latini – ogni capacità di organizzazione e di tenacia.
Questa strada che, domani, costituirà una ottima via commerciale fra Dogna e Touvin (Tarvisio nda), rappresenta il non plus ultra della modernità.
Ad ogni svolta ci sono le cantoniere vigilate dalle sentinelle; gallerie, scavate nella roccia, offrirebbero un riparo alla truppa in caso di bombardamento della valle; ci sono delle fontane a zampillo per bere; una teleferica che abbrevia il tratto cosiddetto delle rampe.
Dopo sette chilometri di cammino, giunti a quota 900-1000, ci fermiamo.
Siamo al posto… Qui le montagne sono più scoscese di quelle che abbiamo lasciato (zona dellŽAlto Degano nda).
Abbiamo di fronte la vera parete del Montasio, la cui cima tocca i 2754 metri ed è incappucciata di bianco.

(tratto da Benito Mussolini, Il mio diario di guerra, Libreria del Littorio, Roma 1931)


Sul sentiero battaglione Gemona

Estate 1918.
… Comodamente arrivo al passo (Sella Bieliga nda) sui cui verdi prati montani un tempo cŽerano delle baite.
Ora tutta la distesa è attraversata da trincee; di traverso sulla sella e su tutte le alture circostanti il terreno è stato rovinato.
…Un cartello con la scritta Cuel Tarond mi indica la meta e io mi ci dirigo.
Con molta fatica e diligenza gli italiani avevano costruito questa strada attraverso le rocce, strada che per la sua audacia merita tutta la nostra ammirazione.
Dovunque mi cattura la vista del maestoso Montasio, che da qui pare essere una torre che arriva fino al cielo e la sua vista da sola giustifica la comoda escursione.
Nel bel mezzo della parete gli italiani sono stati interrotti nella costruzione della strada, un ponte è rimasto incompiuto …
Ciononostante i lavori erano stati portati avanti a tal punto, che il raggiungimento del Cuel Tarond non presenta alcuna difficoltà.

(tratto da Josef Aichinger, Le Alpi Giulie e Carniche durante la Grande Guerra, Edizioni Saisera 2004)
 
m.m.
 
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