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Malborghetto - Valbruna - Val Saisera - linee austro ungariche
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Malborghetto - Valbruna - Val Saisera - linee austro ungariche

Fino alla conclusione della Prima Guerra Mondiale, Valbruna e la Val Saisera, come tutta la Val Canale, si trovavano in territorio austriaco.
Il confine con il Regno dŽItalia dallo spartiacque carnico seguiva il rio Pontebbana fino alla sua confluenza a fondo valle con il fiume Fella dividendo Pontebba tra la parte italiana e quella austriaca (Pontafel); il limite prebellico si alzava poi sulle Alpi Giulie seguendo la cresta montuosa che separa la Val Dogna dalla Val Canale fino allo Jôf di Miezegnot, da dove scendeva alla Sella di Somdogna.
La Saisera, vallata trasversale alla Val Canale, rappresentava la via alternativa a questŽultima per entrare in Austria utilizzando come passaggio naturale la Sella di Somdogna.

Per questo motivo lŽesercito italiano progettò ed intraprese la costruzione della rotabile della Val Dogna; in tutta risposta il genio austriaco eresse nel 1914 il così detto sbarramento Saisera, che insieme alle opere denominate sbarramento Malborghetto (forte Hensel) e sbarramento Predil (forte lago Predil e batterie di sella e di cima Predil) e a quelle edificate nel plezzano (forte Hermann e chiusa di Plezzo/Bovec - Slovenia) doveva contrastare lŽingresso in Carinzia dei reparti italiani.

Lo sbarramento Saisera strutturato su due linee (Hintere e Vordere Saisera), attraversava la Val Saisera scendendo dalle posizioni dello Schwarzemberg per raggiungere il Piccolo Nabois (m 1691, osservatorio in caverna, stazione radio, postazione per cannone da montagna e stazione di arrivo di una teleferica) e da qui si collegava con lo Jôf Fuart (m 2666, posti di osservazione).
Durante al guerra i pionieri austriaci realizzarono anche la strada della Saisera, che corrisponde allŽattuale tracciato asfaltato.
Tutta la valle era sede di magazzini per materiali, baraccamenti per le truppe e postazioni di artiglieria; mentre diverse teleferiche garantivano i rifornimenti ai presidi in quota.

Elementi significativi

Val Saisera: strada di fondovalle (ex militare)
Val Saisera: sbarramento fondo valle
Val Saisera: cimitero militare austro-ungarico
Malga Rauna: Cappella Zita

Sbarramento Saisera
La doppia linea difensiva era stata costruita secondo i criteri utilizzati sul fronte orientale dove il terreno era poco consistente e argilloso.
Le trincee in scavo di terra erano rinforzate da tronchi dŽalbero e graticci di rami, mentre per le feritoie venivano utilizzati scudi metallici.
Solo una serie di posizioni era scavata nella roccia (fortini di fiancheggiamento) e sono quelle attualmente visibili nei pressi del cimitero militare, riutilizzate nel secondo conflitto mondiale, oltre a quelle chiamate del Sasso Bucato, una grande roccia traforata con diverse feritoie.
La gran parte delle trincee di fondo valle è difficilmente riconoscibile perché vennero riempite nel primo dopoguerra per riottenere i pascoli e private tutto il materiale utile che venne recuperato per ricostruire le abitazioni di Valbruna distrutte dal conflitto.

Il cimitero militare della Saisera
È contraddistinto dalla massiccia cappella lignea opera della 59ª brigata da montagna che domina gli ampi gradoni delle sepolture.
Ospita, oltre ai soldati austro-ungheresi, anche numerosi prigionieri russi, impiegati nelle retrovie come portatori o addetti alla sussistenza.
Dopo la sistemazione condotta negli anni trenta che ha visto, tra lŽaltro, la sostituzione delle croci originali in legno con le attuali lapidi in cemento, il cimitero è stato restaurato nel 2002 a cura della Croce Nera Austriaca, lŽente statale che si occupa della manutenzione di tutti i siti dedicati ai caduti austriaci di tutte le guerre.
Il suo mantenimento è affidato al gruppo Alpini di Malborghetto ed ogni novembre si tiene una cerimonia in memoria dei caduti di tutte le nazionalità.

Il Cimitero austro-ungarico della Saisera, il Cimitero degli Eroi, venne realizzato nel 1916 ai margini della seconda linea difensiva dello sbarramento Saisera; servì inizialmente per raccogliere i militari già seppelliti nei piccoli cimiteri che si trovavano sulle montagne circostanti, in seguito custodì i caduti nei duri combattimenti svoltasi nel luglio 1916 sul Piccolo Jôf di Miezegnot.
Molti dei caduti sepolti a Valbruna appartenevano alle T Truppen, unità formate da soldati provenienti dal fronte orientale e affetti dal Tracoma, una contagiosa malattia degli occhi che poteva causare la cecità.
Per questo motivo i militari, suddivisi in T Baon (battaglioni tracomatosi), venivano dislocati in luoghi impervi ed isolati per evitare lŽulteriore diffusione della malattia.

La cappella Zita
Venne edificata nel 1917 dagli stiriani del 10° battaglione territoriale (Landsturm Infanterie Baon) nei pressi di Malga Rauna dove già sorgeva un piccolo cimitero di guerra.
Realizzata in stile gotico su progetto del tenente Kielmannsegg, fu dedicata a Zita di Borbone, moglie dellŽImperatore Karl, successore di Franz Josef morto nel novembre del 1916.
La cappella, sopravissuta agli eventi bellici è stata restaurata nel 1984.
Ogni anno, il quindici di agosto, nel corso di una manifestazione organizzata dai Pompieri Volontari di Valbruna, una messa viene celebrata in ricordo dei caduti di tutte le guerre.

Fruibilità

Autostrada A23 Udine - Tarvisio, uscita Malborghetto – Valbruna.
Il cimitero militare e la parte visitabile dello sbarramento Saisera (Sasso Bucato) sono accessibili percorrendo dallŽabitato di Valbruna la strada della Val Saisera.
Il Sasso Bucato è individuabile facilmente seguendo la segnaletica a bolli gialloneri disposta quasi al termine della valle prima del Rifugio Montasio.
Per raggiungere la Cappella Zita, prima di arrivare al cimitero militare, si stacca sulla destra una strada forestale che sale ripida nel bosco (indicazioni sentiero CAI 607) Il sentiero viene intersecato in più punti da una strada forestale che porta alla Malga Rauna.
La strada può rappresentare unŽalternativa al sentiero, anche se la sua lunghezza allunga decisamente il tempo di percorrenza dellŽitinerario.
Attraversando in salita uno splendido bosco di faggio e abeti si arriva alla Malga Rauna, già sede di baraccamenti e magazzini e da qui, in pochi minuti alla Cappella Zita (m 1515, segnavia CAI 607, difficoltà E, durata 1,30).
LŽeventuale proseguimento verso le posizioni austriache del Piccolo Miezegnot (Kleine Mittagskofel, m 1954) e di quelle italiane dello Jôf di Miezegnot (Mittagskofel, m 2087) risulta più impegnativo per il dislivello da affrontare (oltre 1200 m) e la lunghezza del percorso (segnavia CAI 607, difficoltà E, durata 2,5 ore da Malga Rauna).
Equipaggiamento: abbigliamento e calzature da escursionismo in montagna, bastoni da trekking, vestiti di ricambio, cibo, acqua.
EŽnecessario essere nelle condizioni fisiche che permettano unŽascensione in montagna.

(Cartografia: Alpi Giulie occidentali – Tarvisiano foglio 019, Ed. Tabacco, Udine)

m.m.


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