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La Grande Guerra a Crauglio
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La Grande Guerra a Crauglio

Crauglio era un paese di circa 700 abitanti, frazione del comune di San Vito al Torre.
Territorio appartenente allŽImpero Austro-Ungarico, era stato occupato il 24 maggio del 1915 dalle truppe italiane e da allora era divenuto uno dei paesi delle retrovie, ove sŽammassavano uomini e materiali utili allo sforzo bellico sul vicino fronte.
Se il paese sŽera svuotato degli uomini validi, che combattevano su lontani fronti nellŽesercito austriaco, sŽera riempito di migliaia di altri uomini.
Furono impiantati comandi, attendamenti, baraccamenti, che incisero sulla stessa topografia locale.
Il paesaggio consueto, in quel breve lasso di tempo, fu mutato con il tracciato di nuove strade e la posa dei binari delle deucavilles, le ferrovie a scartamento ridotto usate per il trasporto di materiali per la costruzione di trincee lungo il Torrente Torre o verso le prime linee.
Per le necessità delle costruzioni lavorava a pieno ritmo la locale fornace di mattoni.

Di tutto questo movimento le campagne ne risentirono, sia per il ristretto numero dŽore in cui era permesso lavorarvi sia per la scarsità di manodopera sia per lŽoccupazione di ampie zone di terreno ad uso militare.
Attendamenti per soldati furono impiantati in varie località.
Non pochi campi erano stati lastricati di cemento per porvi materiali e baraccamenti.
LŽapparato militare esistente in paese portò a Crauglio un movimento quale indubbiamente mai sŽera visto in loco.
Un via vai continuo di uomini e mezzi rendeva meno monotona la vita del borgo, pur nella tristezza delle vicende belliche.
La modernità vi era entrata prepotentemente, portando un gran numero di macchine belliche, ma non solo, in quanto automobili, autocarri, motociclette, trattori dŽartiglieria transitavano in quantità sulle polverose o fangose (a seconda della stagione) vie, mentre in cielo ronzavano gli aeroplani del vicino campo dŽaviazione di Aiello del Friuli.
Cose indubbiamente mai o ben raramente viste prima.

Palazzo Steffaneo

LŽaspetto positivo della situazione era dato dal non indifferente flusso di denaro che raggiungeva il paese.
Infatti le migliaia di uomini accantonati in loco spendevano non poco nelle osterie e nei negozi, che sŽerano moltiplicati in quegli anni.
A sindaco del comune di San Vito al Torre fu insediato dagli italiani Attilio Pinzani, imprenditore laterizio, proprietario della fornace di mattoni esistente a Crauglio.
Egli possedeva anche il palazzo Steffaneo, ora Roncato, ove fu alloggiato il comando della 22a Divisione.

Il palazzo fu visitato nel 1915 dal giornalista e critico dŽarte Ugo Ojetti, sovrintendente alle opere artistiche delle zone liberate, dato che in esso sono presenti affreschi dŽinflusso tiepolesco.
Nelle barchesse laterali del palazzo vi era lŽospedale da campo 236, ove passarono centinaia di soldati feriti e malati e molti di loro vi morirono.
Tra i deceduti è da segnalare il capitano dei carabinieri Vittorio Bellipanni, comandante il nucleo carabinieri della 45a Divisione, ferito presso Monfalcone nella X Battaglia dellŽIsonzo, medaglia dŽargento.
Ai suoi funerali, il 12 giugno 1917, fu presente a Crauglio lŽamico Gabriele DŽAnnunzio.
In cimitero il Poeta tenne lŽelogio funebre del caduto.
Un discorso poi molto citato, perché con Bellipanni egli lodò anche lŽArma, cui lo scomparso apparteneva: lŽArma della fedeltà immobile e dellŽabnegazione silenziosa.

s.p.
 
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